Volkswagen Scirocco Tuning: La Golf Che VW Non Ha Voluto Rifare
di Redazione Da300CavalliShare
In breve: la Volkswagen Scirocco di terza serie (2008-2017) è un'auto ferma nel tempo: è uscita di produzione senza un'erede e il suo valore sta nelle proporzioni originali, il tetto basso che scende sulla coda corta e larga. Per questo sul tuning estetico consigliamo carbonio sui dettagli e appendici sottili, mai pezzi che alzano la coda o stravolgono il frontale.
La Volkswagen Scirocco è la coupé che Wolfsburg ha costruito tre volte e poi ha deciso di non rifare. Nessuna quarta serie, nessuna erede diretta: dopo il 2017 la Scirocco è rimasta dov'era, con il tetto basso, i fianchi muscolosi e una coda che sembra tagliata con l'accetta. Chi ne ha una oggi non guida una Golf travestita, guida un pezzo di storia che non tornerà. Ed è proprio per questo che, quando si parla di tuning, la prima domanda non è cosa aggiungere, ma cosa non rovinare.
SCIROCCO: TRE SERIE IN NUMERI
Dati Volkswagen Newsroom. La Scirocco R è passata da 265 a 280 CV con l'aggiornamento della primavera 2014.
Perché la Scirocco va modificata con misura?
Perché la Scirocco vive di proporzioni. Il tetto basso, il lunotto inclinato e la coda corta e larga sono la sua firma, e nessuna appendice può migliorarli. Un pezzo che alza la coda o allunga il frontale cambia l'auto invece di completarla. Su una coupé uscita di produzione senza erede, conservare la linea originale vale più di qualunque aggiunta.
Volkswagen ha presentato il concept Iroc nel 2006 e ha portato la Scirocco di terza serie in produzione nel 2008, nello stabilimento Autoeuropa di Palmela, in Portogallo. Sotto c'era la piattaforma PQ35, la stessa base tecnica delle Golf di quegli anni, ma sopra c'era una carrozzeria completamente diversa: più bassa, più larga, con una postura che la Golf non ha mai avuto. È quella postura il motivo per cui la gente la sceglieva, e oggi è il motivo per cui la cerca usata.
La nostra posizione nasce da qui. Su una berlina compatta il tuning può costruire un carattere che l'auto non ha. Sulla Scirocco il carattere c'è già, ed è fragile: basta un alettone troppo alto o un paraurti troppo lungo perché la coupé diventi una hatchback qualunque con dei pezzi sopra. Per questo, quando apri la collection Volkswagen Scirocco, ti conviene partire dai dettagli e arrivare alle appendici solo se servono davvero alla linea.
LA NOSTRA POSIZIONE
Sulla Scirocco il carbonio va dove ripete la linea dell'auto: calotte, griglie, abitacolo, uno spoiler sottile sul bordo del portellone. Niente alettoni alti, niente kit che allungano il frontale. Una Scirocco originale e curata vale più di una Scirocco trasformata in qualcos'altro.
Dove ha senso il carbonio su una Scirocco?
Ha senso sulle calotte degli specchietti, sulle griglie del frontale, su maniglie e dettagli e in abitacolo, dove volante, palette e chiave sono condivisi con le Golf. Sono interventi reversibili che ripetono il linguaggio della Scirocco invece di contraddirlo. Fuori, l'unica appendice che consigliamo davvero è uno spoiler sottile sul bordo del portellone.
Le calotte sono il primo intervento perché lavorano su un punto che l'occhio guarda sempre, a metà della fiancata, e perché il carbonio a vista lì crea un richiamo con il nero dei vetri e del tetto. Le griglie del frontale vengono subito dopo: sulla Scirocco il muso è largo e basso, e una griglia ben fatta ne sottolinea la larghezza senza allungarlo. Maniglie e piccoli dettagli chiudono il discorso, sempre coordinati: due finiture al massimo, non un catalogo intero sulla stessa auto.
In abitacolo la Scirocco ha un vantaggio che pochi considerano: molti componenti arrivano dalla famiglia Golf, e il mercato aftermarket è quindi ampio. Il volante in carbonio è l'intervento che senti a ogni chilometro, le palette in carbonio sono l'upgrade naturale per chi ha il cambio DSG, e la cover della chiave è il dettaglio che ti porti in tasca. La selezione qui sotto è letta dal catalogo Da300Cavalli il 12 ottobre 2026: diversi pezzi distinguono tra prima e dopo il restyling del 2014, quindi ogni scheda va verificata sulla tua versione.

Spoiler Volkswagen Scirocco (2008-2017) Fibra Di Carbonio
Spoiler in fibra di carbonio per la coda: confronta il profilo nelle foto della scheda con il tuo portellone.
da 227,99 €
Verifica compatibilità
Diffusore Volkswagen Scirocco R R20 (2009-14)
Per il paraurti posteriore prima del restyling: controlla anno e versione nella scheda.
da 239,99 €
Verifica compatibilità
Splitter Volkswagen Scirocco (2009-2014)
Lama anteriore per le Scirocco prima del restyling 2014.
da 130,99 €
Verifica compatibilità
Calotte Specchietti VW Scirocco Passat Fibra Di Carbonio
Il primo intervento che consigliamo: carbonio a vista dove l'occhio cade sempre.
149,99 €
Verifica compatibilità
Griglie Anteriori VW Scirocco R (2014-2018)
Per il frontale dopo il restyling: verifica la compatibilità con il paraurti della tua versione.
da 201,99 €
Verifica compatibilità
Cover Maniglie Volkswagen Scirocco (2008-2015)
Dettaglio piccolo e reversibile, da coordinare con le calotte.
da 19,99 €
Verifica compatibilità
Volante In Carbonio Golf (7/7.5) Scirocco, Polo (2014-2017)
Per le Scirocco dal 2014: controlla nella scheda airbag e comandi della tua versione.
da 499,99 €
Verifica compatibilità
Palette Al Volante VW Golf MK7 MK7.5 Polo 6R Scirocco Fibra Di Carbonio (2015-2020)
Solo per le versioni con cambio DSG e palette al volante.
da 83,99 €
Verifica compatibilità
Cover Chiavi In Fibra Di Carbonio Vw Scirocco Golf 6 7 7.5
Verifica la forma della tua chiave prima dell'ordine.
66,99 €
Verifica compatibilitàPrezzi aggiornati al 12 ottobre 2026. Verifica prezzo corrente, variante e compatibilità nella singola scheda prodotto.

Cosa cambia tra la Scirocco prima e dopo il 2014?
Nella primavera del 2014 Volkswagen ha aggiornato la Scirocco con frontale e coda ridisegnati, nuove luci a LED e motori Euro 6, e la Scirocco R è salita da 265 a 280 CV. Per il tuning estetico conta soprattutto la carrozzeria: splitter, diffusori, griglie e fanaleria non sono intercambiabili tra le due fasi.
È la verifica più importante prima di ogni ordine, ed è anche quella che si sbaglia più spesso. Molti annunci parlano genericamente di «Scirocco 2008-2017», ma la carrozzeria anteriore e posteriore non è la stessa per tutto il periodo. Per questo nel nostro catalogo trovi spesso due schede simili, una per le versioni fino al 2014 e una per quelle successive: non è un doppione, è la differenza tra un pezzo che combacia e uno che lascia giochi visibili.
Il discorso vale doppio per la Scirocco R. Ha paraurti specifici rispetto alle versioni standard, e un diffusore pensato per la R non si monta su una TSI normale senza adattamenti, né il contrario. Prima di scegliere guarda il libretto, controlla l'anno di immatricolazione e, se hai dubbi, fotografa il punto di montaggio: è il modo più rapido per evitare un reso. Il fitment conta più del materiale, e sulla Scirocco lo si vede da lontano.
Spoiler, splitter e diffusore: fin dove spingersi?
Fin dove l'appendice segue la linea dell'auto. Uno spoiler sottile che prolunga il portellone allunga visivamente la coda e funziona. Uno splitter discreto sottolinea la larghezza del muso. Un diffusore coerente con i terminali completa il posteriore. Alettoni alti, splitter sporgenti e diffusori con terminali finti, invece, trasformano la coupé in una caricatura.
La coda della Scirocco è il punto più delicato. Il tetto scende rapido verso un posteriore corto e verticale, e quella caduta è la cosa che la distingue da qualunque altra Volkswagen. Un alettone montato sopra il portellone interrompe la caduta e fa sembrare l'auto più alta e più goffa. Uno spoiler a filo, invece, prende la linea del tetto e la porta un po' più in là: è l'unica aggiunta al posteriore che, secondo noi, migliora davvero la Scirocco.
Davanti e sotto vale la stessa regola. Lo splitter deve restare nell'ombra del paraurti, non sporgere come una lama da pista su un'auto che si guida tutti i giorni. Il diffusore deve rispettare il numero e la posizione dei terminali reali: una coda con quattro uscite disegnate e due scarichi veri è uno degli errori che chi conosce le Volkswagen riconosce al primo sguardo. Meglio un posteriore pulito che uno che promette qualcosa che sotto non c'è.
Chi ha disegnato la Scirocco, e perché non sempre Giugiaro?
La prima Scirocco, del 1974, è firmata da Giorgetto Giugiaro, come la Golf che arrivò tre mesi dopo. Per la seconda serie, però, Volkswagen mise a confronto diversi progetti interni e una proposta dello stesso Giugiaro, e il reparto design di Wolfsburg guidato da Herbert Schäfer scelse il proprio. La Scirocco II arrivò nel marzo 1981.
È una storia che quasi nessuno racconta. Volkswagen presentò la Scirocco nel febbraio 1974, tre mesi prima della Golf, e la fece costruire da Karmann a Osnabrück: tra il 1974 e il 1981 ne uscirono 504.153. Era la coupé di Giugiaro sulla base della Golf di Giugiaro. Poi, quando si trattò di rinnovarla, il maestro venne battuto in casa: la sua proposta, che secondo le ricostruzioni riprendeva molto la prima serie, fu scartata a favore di un disegno interno.
Il disegno di Wolfsburg aveva un obiettivo preciso: più spazio, un bagagliaio più grande e un Cx più basso per consumare meno. Il risultato fu un coefficiente di resistenza inferiore del 10%, e con il motore GTI la Scirocco II arrivava a 191 km/h contro i 185 della prima, più spigolosa. Karmann ne costruì 291.497 fino al 7 settembre 1992. E la Scirocco III? Il suo sviluppo partì nel 1981, ma uscì con un altro nome: Corrado.
Curiosità verificata: Giugiaro bocciato
Per la Scirocco di seconda serie Giugiaro presentò una proposta, ma il reparto design Volkswagen guidato da Herbert Schäfer la respinse e scelse un progetto interno, con un Cx inferiore del 10%. Fonti: Volkswagen Newsroom, Angurten, Curbside Classic.
Perché conta anche nel tuning? Perché dimostra che sulla Scirocco la linea è sempre stata il punto. Volkswagen ha preferito un disegno più pulito ed efficiente persino a una firma come Giugiaro. Chi oggi la modifica dovrebbe ragionare allo stesso modo: ogni pezzo deve rendere la linea più pulita, non più carica.

Come si monta senza rovinare la Scirocco?
Con pazienza e con un professionista per tutto quello che tocca la carrozzeria. Calotte, cover e dettagli interni si montano anche a casa con un po' di attenzione. Spoiler, splitter, diffusori e griglie richiedono invece una prova a secco, una verifica dei giochi e, quando serve, una verniciatura fatta bene prima del montaggio definitivo.
La prova a secco è il passaggio che fa la differenza: appoggi il pezzo, controlli che combaci lungo tutto il profilo e solo dopo lo fissi. Su un'auto con linee tese come la Scirocco, un millimetro di troppo tra uno spoiler e il portellone si nota più che su una berlina. Lo stesso vale per lo splitter, che deve seguire la curva del paraurti senza lasciare luce, e per il diffusore, che deve allinearsi ai terminali di scarico reali.
Non hai un'officina di fiducia? Te la troviamo noi tra i centri convenzionati e il preventivo lo chiediamo noi, gratis: prenota la verifica del montaggio. Così sai prima quanto costa e chi lo fa, e il pezzo arriva in mani che lo montano come si deve.
Il percorso per fasi: da dove iniziare
Meglio finito che ambizioso. Una Scirocco costruita per fasi è coerente a ogni tappa e ti permette di fermarti quando l'auto è a posto, non quando finisce il budget.
| Fase | Intervento | Domanda da farti |
|---|---|---|
| 01 | Calotte specchietti e maniglie coordinate | Carbonio a vista o nero, e con quale finitura rispetto al resto? |
| 02 | Volante, palette e chiave in carbonio | La mia versione è prima o dopo il 2014, e ho il DSG? |
| 03 | Griglie del frontale | Il pezzo è per il frontale della mia fase e della mia versione? |
| 04 | Spoiler sottile sul portellone | Prolunga la linea del tetto o la interrompe? |
| 05 | Fermarsi | Sto completando la Scirocco o la sto trasformando in un'altra auto? |
Nota pratica: Scirocco standard, Scirocco R e versioni prima e dopo il restyling 2014 non condividono tutti i pannelli. Prima di ogni ordine controlla nella scheda la compatibilità con la tua versione e, per componenti di carrozzeria o luci esterne, rivolgiti a un installatore qualificato. Per le luci esterne verifica sempre l'omologazione.
Perché la Scirocco è un'auto da collezione che non lo sa ancora?
Perché è finita senza erede. La terza serie è uscita di produzione nell'autunno 2017 dopo 272.150 esemplari, e Volkswagen non le ha dato un'erede diretta. Le Scirocco ben conservate diventano più rare ogni anno, e quelle modificate con misura e in modo reversibile manterranno il loro fascino più di quelle stravolte.
La storia della Scirocco è fatta di pause. La seconda serie è rimasta in listino fino al 1992 accanto alla Corrado, poi per sedici anni il nome è sparito, ed è tornato nel 2008 con una coupé che ha riportato Volkswagen tra le sportive compatte. Dal 2010 al 2014 ha avuto perfino un campionato monomarca, la Scirocco R Cup, corso all'interno del DTM. Poi, nel 2017, il silenzio di nuovo.
Per chi la possiede questo cambia il modo di pensare il tuning. Ogni intervento dovrebbe poter tornare indietro: calotte che si sostituiscono, griglie che si smontano, uno spoiler che si toglie senza lasciare segni. La Scirocco che vale di più tra dieci anni non sarà la più modificata, sarà quella che è rimasta una Scirocco.
Domande frequenti
Solo alcuni. La Scirocco del 2008 nasce sulla piattaforma PQ35, la stessa base tecnica delle Golf di quegli anni, ma la carrozzeria è tutta sua: paraurti, cofano, portellone e specchietti non sono quelli della Golf. In abitacolo invece diversi componenti sono condivisi, come volante, palette e chiavi. Controlla sempre la compatibilità nella scheda.
Nella primavera del 2014 Volkswagen ha aggiornato la Scirocco con frontale e coda ridisegnati, nuove luci a LED e motori Euro 6; la Scirocco R è passata da 265 a 280 CV. Per il tuning conta soprattutto la carrozzeria: splitter, diffusori e griglie cambiano tra prima e dopo il restyling.
Sì, se è un'estensione del portellone e non un'ala. La coda della Scirocco è corta e alta, e un'appendice sottile la allunga visivamente. Un alettone alto, al contrario, rompe la linea del tetto che scende verso il posteriore, cioè il tratto più riconoscibile dell'auto.
No. La terza serie è stata prodotta dal 2008 all'autunno 2017 nello stabilimento Volkswagen Autoeuropa di Palmela, in Portogallo, in 272.150 esemplari, e non ha avuto un'erede diretta. Per questo oggi la consideriamo un'auto da conservare bene, non da reinventare.
Perché la sua proposta fu scartata. Per la seconda serie Volkswagen mise a confronto diversi progetti interni e uno di Giugiaro, e il reparto design di Wolfsburg guidato da Herbert Schäfer scelse il proprio. La Scirocco II arrivò nel marzo 1981 con un Cx inferiore del 10% rispetto alla prima.
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Se hai una Scirocco e vuoi partire, scegli una sola zona tra dettagli e abitacolo, controlla se la tua è prima o dopo il restyling 2014 e chiedici una verifica prima dell'ordine. La collection Volkswagen Scirocco è il punto da cui partire: trasforma la tua Scirocco, ma lasciale la linea che l'ha resa unica.
Fonti
- Volkswagen Newsroom — Scirocco 1 (1974-1980): Giugiaro, Karmann, tre mesi prima della Golf, 504.153 esemplari
- Volkswagen Newsroom — Scirocco 2 (1981-1992): proposta di Giugiaro respinta, Cx -10%, 191 km/h, 291.497 esemplari
- Volkswagen Newsroom — Scirocco 3 (2008-2017): concept Iroc, Autoeuropa Palmela, PQ35, Scirocco R e restyling 2014
- Volkswagen Newsroom — The coupé icon: Corrado nato come Scirocco III, 272.150 Scirocco di terza serie
- Angurten — VW Scirocco II wird Oldtimer: il progetto interno di Herbert Schäfer e il Cx
- Curbside Classic — Scirocco Mk II: la gara di design e la proposta di Giugiaro scartata
- Secret Classics — Corrado: progetto EA 494, decisione del 1984, 97.521 esemplari
- Motor1 Italia — Volkswagen Scirocco, la storia: presentazione del 1974 prima della Golf